CORONAVIRUS

ATTIVITA'  SOSPESA

Leggi messaggio del Presidente Piero Spaini


A tutti gli Amici soci UILG

Stiamo a casa, ma teniamoci in contatto e pronti a riprendere.

Cari Amici, che brutto non vederci, non trascorrere qualche ora tranquilla sui campi di golf! Ci è caduta addosso una bella tegola, penso più grande e pesante di quanto ci si potesse immaginare. Nessuno di noi, lasciando Rapallo o Arenzano, le ultime due gare giocate, pensava che saremmo finiti in ..castigo. Stavamo organizzando la trasferta a Perugia, qualcuno aveva già prenotato l’albergo, qualche moglie aveva già pregustato una visita da Cuccinelli, i golosi pensavano al Ristorante della Posta, con una cucina umbra di sostanza, altri ad una puntatina a Montefalco o a Bevagna per acquistare qualche buona bottiglia di Rosso, di Sagrantino. I più romantici sognavano una fermata alle “ Fonti del Clitunno “, i più pii ad una visita ad Assisi, io pensavo a Spello per rivedere la Cappella Baglioni, imperdibile capolavoro del Pinturicchio. Era un appuntamento che non avveniva da tempo, l’ultima volta in Umbria mi sembra sia stata per giocare all’Antognolla, ma i luoghi da visitare erano i medesimi. Uno struscio nel corso principale di Perugia, Corso Vannucci, per un caffè alla Pasticceria Sandri ( 1860 ), un’occhiata alla Fontana Maggiore, capolavoro medioevale dei Fratelli Pisano, una visita alla Galleria Nazionale dell’Umbria che ha in corso una magnifica mostra su Taddeo di Bartolo, un pittore  1360/1425 che non è da meno di Simone Martini e dei Lorenzetti. Un po’ di rammarico, ma la prudenza ci ha indotto ad annullare: avevamo solo qualche caso di virus nel Piacentino e nel Veneto,  ma l’Umbria era indenne.  Poi si è accesa la speranza di andare al Forte, il 21 marzo, primo giorno di primavera. Un po’ di mail: “ per il 21 sarà tutto a posto “, possiamo procedere, mandiamo gli inviti! Nel giro di un paio di giorni tutto precipita: Codogno, zona rossa, Lombardia, Veneto, Piemonte ed Emilia Romagna sotto osservazione, fermi tutti! Addio alle vetrine del Forte, alla passeggiata sul molo che si propende nel mare, alla cena di pesce che ci aveva fatto preparare Marc Huyben, addio alle palline perse nell’erbacce che, volutamente, confinano con i fairway del percorso, addio all’elegante buffet servito nella sontuosa club house del Golf.  Tutto resterà nella nostra mente, purtroppo, perché questo virus ci ha colpito nella nostra libertà, libertà di muoverci, di parlare con gli amici, di bere un caffè, di andare al golf. Auspico a tutti che non ci colpisca nella salute, purtroppo è un nemico silenzioso, subdolo, che non avverte, se arriva,  e che non si sa da dove viene. La nostra “ hole in one “ è non prenderlo!

Parola d’ordine: “ stare in casa “ ! Per chi è abituato a muoversi, ad andare al golf un paio di volte a settimana, se non tutti i giorni, sono ore difficili da passare. Esce chi lavora, ma deve guardarsi da chi frequenta, usare la mascherina. Code per entrare nel supermercato, in fila, distanziati, con la speranza di trovare l’Amuchina, l’alcool, i guanti in lattice, le introvabili mascherine. Ci si rende conto che la vita ha altri valori, che il telefonino che sino a ieri ci organizzava le giornate, gli appuntamenti, assume la funzione principale: quella di comunicare, di permetterci di parlare con le persone che non possiamo più andare a trovare, genitori, figli, nipoti. Non interessa più smanettare per vedere che tempo farà, sole, pioggia, caldo, freddo, per andare al golf e sapere come ci si doveva vestire.  Ci accorgiamo che siamo impreparati alle difficoltà, anche minime, che, forse, senza renderci conto, stavamo troppo bene e che avevamo una vita facile e senza problemi. Ci accorgiamo che di fronte al virus siamo tutti uguali, ricchi o meno, giocatori di golf, grandi dirigenti o nulla facenti, che  per le cure esistono solo le strutture pubbliche che hanno dei limiti di accoglienza che non possono essere superati dalle polizze sanitarie, italiane, svizzere, americane. Siamo in guerra contro un nemico invisibile che ci attacca e ci fa sentire impotenti.

Ma verrà il bel tempo, torneranno tempi migliori, la monotona quotidianità che ci piace tanto, ritorneranno le possibilità di incontraci, di rivederci.  Da buoni golfisti sappiamo che la partita non è mai finita, che c’è sempre la possibilità di fare il tiro della “ domenica “, di compiere un miracolo e quindi non dobbiamo mollare. Affrontiamo così questi momenti e pensiamo alle cose belle della vita, ai valori più importanti: la salute, l’affetto di chi ci circonda e che condivide con noi queste avversità! Impariamo a guardare fuori dalla finestra: a vedere la primavera che arriva precoce,  gli alberi in fiore, la bellezza dell’erba verde, e pensiamo pure a quando ritorneremo con il driver in mano, sul tee di partenza, non solo per tirare il primo colpo, ma per iniziare una nuova vita, migliore, che esalti i sentimenti di amicizia che ci sono tra noi, che ci faccia sorridere se la pallina non è andata in buca, che ci faccia sopportare un compagno di gioco che non conosce bene le regole. So che questa “ lezione “ durerà poco, passato lo spavento ritorneremo baldanzosi come prima e ci sarà ancora “ solo “ il golf: l’io ed il golf!

“E va bene così…” lo dice anche Vasco Rossi, non solo cantante, ma  per alcuni moderno profeta - in effetti l’unico che ha radunato 200.000 persone per ascoltarlo- quindi l’importante è tornare a star bene, riacquistare la libertà, andare e venire senza impedimenti, ma ricordiamoci di questa guerra che non ha provocato macerie, crolli di case, stazioni, caserme, non ha trasformato i campi di golf in piste d’atterraggio o ospedali da campo: i golf li troveremo bellissimi, verdi, intatti, pronti per noi, dobbiamo solo avere pazienza ed aspettare. Tra qualche settimana arriva Pasqua, avremo la possibilità di comperare un bell’uovo di cioccolato e di pensare alla “ sorpresa “ che è anche la “ speranza “ di trovare qualcosa di gradito. Vi auguro di tenere viva la “ speranza “ affinchè arrivino presto tempi normali, come quelli che abbiamo vissuto in passato così quando ci  vedremo, ci racconteremo le nostre avventure, la nostra prigionia e ritornerà la voglia di vivere, di golf, di UILG.

Vi penso in casa con le persone a Voi care e circondati dal  loro affetto:  aggiungete anche il mio. Vi abbraccio, uno ad uno,  – a debita distanza -.

Piero Spaini